Namibia in self drive: itinerario 10 giorni (Kalahari, Namib, Etosha e Swakopmund)

Kalahari · Namib · Swakopmund · Damaraland · Etosha · Windhoek

La Namibia è una terra che toglie il respiro: deserti infiniti, cieli stellati, animali selvatici e paesaggi che sembrano dipinti. Dieci giorni in self drive attraverso uno dei paesi più belli e meno affollati dell’Africa — un viaggio che rifarei senza pensarci un secondo.

deadvlei namibia africa desert
📌 Namibia — il deserto infinito

Questo è il racconto di 10 giorni in Namibia in self drive, ad aprile 2024 — partenza e arrivo a Windhoek, passando per il Kalahari, il deserto del Namib, Swakopmund, il Damaraland e l’Etosha National Park. Aprile è il periodo perfetto: pochi turisti, prezzi più bassi e clima ideale. La Namibia è una terra meravigliosa che vale assolutamente la pena visitare.

⚠️ Aggiornamento visto 2026

Quando abbiamo viaggiato (aprile 2024) non era necessario il visto. Dal 2026 è obbligatorio, con un costo di circa 100€. Prima di partire consultate le informazioni aggiornate su viaggiaresicuri.it.


Prima di partire

Volo, auto a noleggio e documenti

Da Francoforte con Lufthansa ci sono voli diretti per Windhoek, ma i prezzi possono essere alti. Noi abbiamo scelto una soluzione alternativa: Qatar Airways su Johannesburg (~600€ a/r) e poi South African Airlines fino a Windhoek (~200€ a/r) — circa 800€ a testa in totale, decisamente meno del diretto.

Per l’auto abbiamo noleggiato una Dacia Duster per 10 giorni: 1.000€ tutto incluso, assicurazione e ruotino di scorta compresi. Il ruotino non è un optional: le strade sterrate namibiane bucano le gomme con una frequenza sorprendente — a noi è successo, per fortuna nell’area del lodge. Abbiamo anche fatto la patente internazionale prima di partire: la consiglio sempre. A un posto di blocco la polizia ci ha fermato cercando un pretesto per una multa — avere tutti i documenti in regola ha chiuso la questione.

💡 Self drive in Namibia: quello che serve sapere

In Namibia si guida a sinistra. Le strade sterrate (gravel road) sono percorribili ma richiedono attenzione: velocità ridotta e mai guidare di notte perché le strade non sono illuminate. Se il navigatore dice 3 ore, calcolatene 5. Se non ve la sentite di guidare da soli, esistono servizi con driver locale — i costi salgono ma partire tranquilli è la cosa più importante. Per vaccini e profilassi consultate sempre il medico della vostra ASL prima di partire.


Giorno 1

Arrivo a Windhoek e prima notte nel Kalahari

Arrivo a Windhoek alle 11 di mattina. Se programmate di spostarvi subito dalla capitale, partite entro mezzogiorno: le strade non sono illuminate e guidare di notte è da evitare. Ritirata la Dacia Duster, prima destinazione: il deserto del Kalahari, dove avevamo prenotato la Jensen Kalahari Guest Farm — una fattoria privata stupenda, gestita da una famiglia straordinaria. Costo: circa 100€ a notte.

I signori Jensen offrono un sundowner nella farm (~15€ a testa) e la cena allo stesso prezzo. Li abbiamo fatti entrambi: meritano assolutamente.

Jensen Kalahari Guest Farm Namibia
📌 Jensen Kalahari Guest Farm — il sundowner nel deserto rosso

💡 Cena negli hotel isolati

In tutta la Namibia, nei lodge fuori dai centri abitati, la cena è sempre a parte — circa 15€ bevande escluse. Vale sempre la pena: si mangia bene e l’atmosfera sotto le stelle è impagabile.


Giorno 2

Dal Kalahari a Sesriem: verso il deserto del Namib

Colazione alla farm, poi partenza verso Sesriem, la porta d’accesso al deserto del Namib. La tratta è lunga — calcolate il doppio del tempo indicato dal navigatore: la strada sterrata non permette velocità alte, e vi fermerete spesso perché il paesaggio è oggettivamente spettacolare. La strada tra il Kalahari e Sesriem è una delle più belle dell’intero viaggio.

Lungo il percorso fermatevi in un supermercato e preparatevi un pranzo al sacco: in mezzo al deserto non ci sono alternative. Siamo arrivati all’Elegant Desert Lodge nel pomeriggio (~300€ per due notti), a circa 45 minuti dall’entrata del parco. Piscina, relax e tramonto — domani si fa sul serio.

Strada sterrata nel deserto namibiano verso Sesriem
📌 La strada sterrata verso Sesriem

Giorno 3

Sossusvlei, Big Daddy e Deadvlei: la giornata che vale il viaggio

Questa è la giornata più attesa. Il deserto del Namib ospita Sossusvlei e il Deadvlei — due dei paesaggi più straordinari del pianeta. Se volete scalare la Big Daddy (390 metri di duna), arrivate all’apertura del parco alle 6:00 circa: ci sarà già la fila di macchine, ma potrete completare la registrazione e pagare la tassa d’ingresso appena apre. Nel percorso incontrerete la Duna Elim e la Duna 45 — valida alternativa per chi preferisce qualcosa di meno impegnativo.

Dal parcheggio dei bus navetta vi portano all’inizio del percorso. Scalare la sabbia è faticoso ma fattibile — la ricompensa è scendere dalla duna di corsa e arrivare al Deadvlei: terra bianca, alberi morti da secoli, scogliere arancioni e un cielo impossibile. Le foto che vedete non sono modificate. È uno spettacolo così — non capisco come non sia una delle meraviglie naturali del mondo. Nel pomeriggio, rientro al lodge per doccia e relax. Cena sotto le stelle.

⚠️ Big Daddy: arrivate presto

Scalate nelle prime ore del mattino, mai sotto il sole cocente. Portate abbondante acqua, cappello e crema solare SPF 50. La discesa correndo nella sabbia ripaga ogni fatica.

Big Daddy duna Namibia Sossusvlei
📌 La duna Big Daddy — 390 metri di sabbia rossa
Deadvlei alberi morti Namibia
📌 Deadvlei — alberi morti da secoli, colori irreali

Giorno 4

Solitaire, il Tropico del Capricorno e Swakopmund

Partenza verso Swakopmund, la città più europea della Namibia: architettura coloniale tedesca, ristoranti, vita di comunità. Dopo giorni nel deserto, rivedere una città vera è quasi straniante. La tratta dura 4-5 ore con due soste imperdibili: Solitaire, famosa per la torta di mele più buona d’Africa (provata, confermata), e il cartello del Tropico del Capricorno — foto obbligatoria.

Check-in al Driftwood Guesthouse (~150€ per due notti, colazione inclusa — scoprirete il mattino dopo quanto sia favolosa). La sera avevamo voglia di qualcosa di familiare e abbiamo trovato, inaspettatamente, una pizzeria italiana. Molto gradita.

Solitaire Namibia
📌 Solitaire — Dove si trova la torta di mele più famosa d’Africa
Cartello Tropico del Capricorno Namibia
📌 Il cartello del Tropico del Capricorno

Giorno 5

Sandwich Harbour: dove l’oceano incontra il deserto

Swakopmund è a fianco di Walvis Bay, base di partenza per escursioni straordinarie. Noi abbiamo scelto il Sandwich Harbour — un paesaggio unico al mondo dove le dune del Namib scendono direttamente nell’Oceano Atlantico. Tutta la zona è su sabbia profonda: senza un 4×4 e l’esperienza necessaria è impossibile arrivarci da soli. Consiglio l’escursione con guida, prenotata su GetYourGuide: ~135€ a testa per 5 ore, pranzo incluso. Costa, ma vale ogni centesimo.

📌 Sandwich Harbour — dove il deserto incontra l’oceano

💡 Se avete un giorno in più: Walvis Bay in barca

C’è una bellissima escursione in barca nella baia di Walvis Bay — fenicotteri, foche e delfini. Vale la pena considerarla se il vostro itinerario lo permette.


Giorno 6

Damaraland: paesaggi lunari e lodge nel nulla

Dopo la colazione favolosa del Driftwood, partiamo verso il Damaraland — una delle regioni più remote della Namibia, con paesaggi quasi lunari, rocce vulcaniche e incisioni rupestri antichissime. Gli hotel in questa zona sono pochi e costosi: noi abbiamo soggiornato al Lodge Damaraland — ~187€ per una notte. Nel 2024 era appena inaugurato: struttura bellissima, servizio impeccabile.

Il lodge offre escursioni pomeridiane — tra cui la visita a una tribù Himba e al sito UNESCO di Twyfelfontein. Noi abbiamo optato per il relax in piscina. Nel pomeriggio abbiamo bucato una gomma — per fortuna nell’area del lodge, e il personale ci ha aiutato a sostituirla. Il ruotino di scorta non è un optional.

Lodge Damaraland - Namibia
📌 Lodge Damaraland — nel cuore della regione più remota

Giorno 7

Etosha National Park: leoni, elefanti e la pianura bianca

Dal Damaraland ci dirigiamo verso l’Etosha National Park — uno dei parchi naturali più grandi dell’Africa, famoso per la sua immensa salina bianca. Avendo già fatto un safari guidato in Sud Africa l’anno prima, abbiamo scelto il self drive: i percorsi percorribili da soli sono gli stessi dei safari organizzati e il risparmio è considerevole.

Siamo entrati verso le 10:30 e usciti alle 16:00. Risultato: una famiglia di leoni, elefanti, e decine di zebre, giraffe e gazzelle. È sempre un’emozione difficile da descrivere — essere nella natura immensa, con il silenzio rotto solo dagli animali, sotto un cielo sconfinato.

Etosha National Park Namibia
📌 Le tante gazzelle. presenti all’interno di Etosha
Giraffe Etosha National Park Namibia
📌 Giraffe nella pianura di Etosha

💡 Dormire dentro o fuori dal parco?

Potete scegliere di dormire dentro il parco (prenotate con mesi di anticipo) oppure fuori in un lodge nelle vicinanze. Dormire dentro ha il vantaggio del waterhole notturno: gli animali si avvicinano all’abbeveratoio di notte ed è uno spettacolo unico. Se avete la possibilità, prenotatelo almeno per una notte.


Giorno 8

Etosha secondo giorno: il leone e la lezione della pazienza

Sveglia presto, all’apertura del parco. Questa seconda giornata ci ha regalato un leone solitario, osservato per più di un’ora a distanza ravvicinata. Uno di quei momenti in cui ci si dimentica di tutto il resto.

⚠️ Self drive a Etosha: due consigli

Se vedete un gruppo di macchine ferme, avvicinatevi: c’è quasi sempre un avvistamento. Armatevi di pazienza: Etosha non è una riserva privata, gli animali sono liberi in migliaia di ettari e decidono loro quando farsi vedere.

Leone Namibia
📌 Il leone solitario — più di un’ora ad osservarlo

Giorno 9

Rientro a Windhoek e city tour con Petrus

Etosha dista circa 2 ore e mezza da Windhoek. Abbiamo alloggiato in un camping/resort economico nella capitale. Nel pomeriggio ho prenotato un’escursione guidata in piccoli gruppi per la città, con visita a una township. La guida si chiamava Petrus — ascoltare le sue storie, capire le realtà diverse che coesistono in questa città, è stato uno dei regali più belli di fine viaggio. Lo consiglio senza riserve.

Windhoek e city tour nei quartieri e township
📌 Windhoek — il city tour con Petrus tra quartieri e township

Giorno 10

Rientro: valigie piene di Namibia

Ultimo giorno: restituzione dell’auto e volo di rientro. Dieci giorni difficili da dimenticare. La Namibia ti entra dentro in un modo difficile da spiegare — la vastità degli spazi, il silenzio assoluto, i colori del deserto, gli animali selvatici. Non cambierei nulla: è stato un mix perfetto di avventura e relax in uno dei miei posti preferiti al mondo, il continente africano.


Budget

Quanto costano 10 giorni in Namibia in self drive

Il costo totale è stato di circa 2.400€ a testa — sensibilmente meno di quanto chiede un’agenzia viaggi per un itinerario equivalente. Le voci principali:

  • Voli a/r: ~800€ (Qatar Airways + South African Airlines via Johannesburg)
  • Auto a noleggio (10 giorni, Dacia Duster, assicurazione + ruotino): ~1.000€ totali da dividere
  • Alloggi: dai 100€/notte (Kalahari) ai 300€ per due notti (Elegant Desert Lodge) ai 187€/notte (Damaraland)
  • Escursione Sandwich Harbour: ~135€ a testa
  • Tasse parchi nazionali: da preventivare nel budget
  • Cibo: pranzo al sacco quasi ogni giorno, cena in lodge ~15€ — spesa molto contenuta
  • Visto (2026): ~100€ a testa, non era previsto nel nostro budget 2024

Per chi parte

Consigli pratici per la Namibia in self drive

  • Visto (2026): obbligatorio, ~100€. Verificate sempre le info aggiornate su viaggiaresicuri.it.
  • Periodo migliore: aprile è ideale — pochi turisti, prezzi più bassi, clima perfetto.
  • Patente internazionale: fatela prima di partire, senza eccezioni.
  • Auto 4×4 con ruotino di scorta: obbligatorio. Le gravel road forano le gomme — a noi è successo.
  • Mai guidare di notte: strade non illuminate e animali che attraversano. Pianificate gli arrivi prima del tramonto.
  • Tempi di percorrenza: raddoppiate sempre il tempo indicato dal navigatore.
  • Pranzo al sacco: fate scorte al supermercato quando lo trovate. Fuori dai centri non ci sono alternative.
  • Etosha: prenotate i camp con anticipo: soprattutto se volete dormire dentro il parco — si esauriscono mesi prima in alta stagione.
  • Sandwich Harbour: escursione con guida obbligatoria. Senza 4×4 e esperienza su sabbia è inaccessibile da soli.
  • Vaccini e profilassi: consultate il medico della vostra ASL prima di partire.

Domande sull’itinerario, sulle prenotazioni o su come organizzare i giorni? Scrivetemi nei commenti — rispondo a tutto.

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